Concistoro: “Ho bisogno del vostro appoggio: forte, esplicito e pubblico”

Primo giorno del Concistoro Straordinario: 178 cardinali da tutto il mondo riuniti nell’Aula Paolo VI. Messa in Basilica all’alba, poi due sessioni di lavoro. Il tema è il mondo ferito e la missione della Chiesa. Leone XIV chiede aiuto e lo chiede esplicitamente.
La Messa apre il Concistoro alla tomba di Pietro. Nell’omelia, Leone XIV propone tre doni da chiedere allo Spirito: la libertà nella fede, sulle orme di Pietro e Paolo; la pace nell’unità, perché “la guerra non è mai degna dell’uomo e non è mai benedetta da Dio”; la concordia nell’obbedienza, perché “sinodalità e collegialità sono forme della fraternità cristiana”. E ai cardinali: “L’autorità del primato è di chi ascolta e solo perciò guida”.
Prima sessione: “In quale mondo siamo chiamati ad annunciare il Vangelo?” Il cardinale Ryś introduce con il Buon Samaritano: l’uomo di oggi è vittima, derubato della dignità, ferito, solo - un relictus. I 18 gruppi di lavoro restituiscono un quadro duro: polarizzazione, guerra, solitudine degli anziani e dei giovani, sfiducia nelle istituzioni, secolarismo, crisi della famiglia. Ma anche speranza: la Chiesa credibile proprio dove è vicina alla sofferenza, la sinodalità come cammino provvidenziale, la sete di Vangelo che cresce tra i giovani.
Seconda sessione: “La cultura della potenza e la civiltà dell’amore.” Il cardinale Fernández introduce sul capitolo V della Magnifica Humanitas: la guerra giusta è troppo spesso invocata per giustificare qualsiasi guerra: Gaza, Libano, Ucraina. I gruppi convergono: serve una testimonianza credibile, un linguaggio di ascolto e riconciliazione, il coraggio di superare la logica delle risposte immediate. I cardinali assicurano a Leone XIV supporto unanime all’appello per la pace.
Il filo del giorno è la collegialità come atto di fede. Leone XIV ha radunato il Collegio Cardinalizio non per dare ordini, ma per chiedere aiuto: un gesto raro che dice molto sul tipo di primato che vuole esercitare.