Visita a sorpresa a Montecassino: il Papa implora la pace sulla tomba di San Benedetto

Durante il riposo a Castel Gandolfo, Leone XIV si concede una parentesi che non è vacanza ma pellegrinaggio. Visita privata all’Abbazia di Montecassino, senza incontri pubblici: solo preghiera, silenzio e un pranzo con i monaci.
Il Papa raggiunge in auto l’Abbazia poco prima di mezzogiorno, accolto dall’abate dom Luca Fallica e dalla comunità benedettina. Si ferma in preghiera sulla tomba di San Benedetto, patrono d’Europa e padre del monachesimo occidentale, affidandogli “la propria implorazione per la pace in quelle regioni del mondo segnate dal sangue e dal conflitto”. La visita accoglie un invito dei monaci e si inserisce nel cammino verso il Giubileo di Montecassino del 2029, quando ricorreranno i 1.500 anni dalla fondazione dell’abbazia. Dopo la preghiera, il pranzo con la comunità e il rientro a Castel Gandolfo. Nessun discorso, nessun evento pubblico: solo un gesto.
Il luogo non è neutro. Montecassino fu rasa al suolo nel 1944, durante una delle battaglie più sanguinose della Seconda guerra mondiale, e ricostruita pietra su pietra: fu proprio qui che Paolo VI, nel 1964, proclamò San Benedetto patrono d’Europa con le parole “Pacis nuntius”. Dieci giorni prima della visita del Papa, il 10 luglio, l’Abbazia aveva consegnato al cardinale Pizzaballa, patriarca latino di Gerusalemme, il primo Premio Pacis Nuntius, per il suo impegno a favore della pace in Terra Santa.