Una pace disarmata e disarmante

Il Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace 2026. Un’udienza con i consulenti del lavoro. Una visita al Senato della Repubblica per scoprire il Bambino Gesù nel presepe. Leone XIV costruisce una riflessione potente: la pace non è un ideale lontano, è una presenza che disarma.
Nel Messaggio per il 1° gennaio, il Papa scrive che la pace di Cristo risorto è “disarmata e disarmante, umile e perseverante”. E spiega: “La bontà è disarmante. Forse per questo Dio si è fatto bambino”. Il testo denuncia l’aumento del 9,4% delle spese militari mondiali (2.718 miliardi di dollari), critica la deterrenza nucleare come “incarnazione dell’irrazionalità”, condanna l’uso delle intelligenze artificiali in guerra. E cita Giovanni XXIII: il disarmo integrale richiede prima “smontare gli spiriti”, dissolvere “la psicosi bellica”. Senza fiducia reciproca, non c’è pace possibile.
Con i consulenti del lavoro, il Papa parla di dignità. “Al centro di qualsiasi dinamica lavorativa non si devono mettere né il capitale, né le leggi di mercato, né il profitto, ma la persona”. Le aziende devono essere “comunità umane e fraterne”, non macchine burocratiche. Pensa alle giovani famiglie, ai genitori con figli piccoli, a chi deve curare anziani malati. E ricorda: “Se uno ha ricchezze e vede il fratello in necessità, come rimane in lui l’amore di Dio?”. La sicurezza sul lavoro “è come l’aria: ci accorgiamo della sua importanza solo quando manca tragicamente”.
Al Senato, dopo il pranzo nella Nunziatura Apostolica presso lo Stato Italiano, il Papa scopre il velo sul Bambino Gesù nel presepe della Biblioteca. Poi visita la Bibbia di Borso d’Este. Gesti semplici, quasi silenziosi. Ma che riportano al cuore del Messaggio sulla pace: Dio senza difese nella mangiatoia di Betlemme. “Nulla ha la capacità di cambiarci quanto un figlio”, scrive Leone XIV. La fragilità umana “ha il potere di renderci più lucidi rispetto a ciò che dura e a ciò che passa”.
Dal disarmo nucleare alla dignità del lavoro, dalla fragilità di un bambino alla forza della bontà. Un Papa che denuncia la spirale di riarmo e chiede di “smontare gli spiriti”. Che ricorda ai potenti economici: prima delle macchine, vengono le persone. Che davanti a un presepe trova la risposta: la pace vera nasce dalla vulnerabilità scelta, non dalla forza imposta.