Leone, il filo del giorno ·

La responsabilità è la via della pace

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Foto della puntata del 25 dicembre 2025: La responsabilità è la via della pace
Foto Vatican Media

Messa del giorno di #Natale. Urbi et Orbi a mezzogiorno. Leone XIV nella sua prima Natività da Papa sceglie parole che pesano: pace non è assenza di guerra, ma responsabilità. E chiama ogni conflitto per nome.

Nell’omelia della mattina, il Papa parte dal Verbo che si fa carne. “Il Verbo di Dio appare e non sa parlare, viene a noi come neonato che soltanto piange e vagisce”. Carne è la radicale nudità, come quella di tanti fratelli e sorelle spogliati della dignità e ridotti al silenzio. Cita Francesco: “Gesù vuole che tocchiamo la miseria umana, che tocchiamo la carne sofferente degli altri”. E aggiunge: “Come non pensare alle tende di Gaza, da settimane esposte alle piogge, al vento e al freddo, e a quelle di tanti altri profughi in ogni continente?”. La pace nasce “da un vagito accolto, da un pianto ascoltato”.

A mezzogiorno, dall’Urbi et Orbi, la sintesi: “Ecco la via della pace: la responsabilità”. Se ognuno, invece di accusare gli altri, riconoscesse le proprie mancanze, si mettesse nei panni di chi soffre, il mondo cambierebbe. Gesù è pace “perché ci libera dal peccato e ci indica la via per superare i conflitti, tutti i conflitti”. Senza un cuore libero dal peccato, non si può essere costruttori di pace.

Poi chiama per nome i conflitti: Ucraina (“si arresti il fragore delle armi”), Gaza (“abitanti che non hanno più nulla”), Libano, Palestina, Israele, Siria. Sudan, Sud Sudan, Mali, Burkina Faso, Congo. Haiti, America Latina, Myanmar, Thailandia, Cambogia. “Non lasciamoci vincere dall’indifferenza verso chi soffre, perché Dio non è indifferente alle nostre miserie”.

Primo Natale da Papa. Leone XIV non sceglie la retorica delle feste. Nell’omelia parla di tende di Gaza, di fragilità delle vittime, di giovani costretti alle armi che “al fronte avvertono l’insensatezza di ciò che è loro richiesto e la menzogna di chi li manda a morire”. Nell’Urbi et Orbi mette davanti al mondo la responsabilità: “Dio non può salvarci senza di noi, senza la nostra libera volontà di amare”. La pace nasce quando la fragilità altrui ci penetra il cuore. Un Papa che chiude l’Anno Santo ricordando: “Cristo rimane sempre con noi. Egli è la Porta sempre aperta”. E cita un poeta: pace non come cessate-il-fuoco, ma “come i fiori selvatici, all’improvviso, perché il campo ne ha bisogno: pace selvatica”.​​​​​​​​​​​​​​​​