Leone, il filo del giorno ·

La luce nasce nella notte

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Foto della puntata del 25 dicembre 2025: La luce nasce nella notte

Notte di Natale. San Pietro gremita, piazza San Pietro piena. Leone XIV esce a salutare chi non è entrato in basilica: “Ammiro e rispetto e ringrazio il vostro coraggio e la vostra volontà di essere qui questa sera”. Poi celebra la sua prima Messa di Natale da Papa. E sceglie di parlare di luce e di dignità, di stelle mute e di un Bambino che illumina il mondo.

“Per millenni, in ogni parte della terra, i popoli hanno scrutato il cielo dando nomi e forme a stelle mute”, inizia il Papa nell’omelia. Cercavano in alto la verità che mancava in basso, tra le case. “In questa notte, invece, il popolo che camminava nelle tenebre ha visto una grande luce”. Non bisogna guardare in alto, ma contemplare in basso: l’onnipotenza di Dio rifulge nell’impotenza di un neonato, l’eloquenza del Verbo eterno risuona nel primo vagito di un infante.

Il Papa cita Benedetto XVI: “Sulla terra non c’è spazio per Dio se non c’è spazio per l’uomo”. E aggiunge: “Mentre un’economia distorta induce a trattare gli uomini come merce, Dio si fa simile a noi, rivelando l’infinita dignità di ogni persona”. Mentre l’uomo vuole diventare Dio per dominare, Dio vuole diventare uomo per liberarci. Cita Agostino: “La superbia umana ti ha tanto schiacciato che poteva sollevarti soltanto l’umiltà divina”.

Sopra la stalla, il cielo stellato diventa “una moltitudine dell’esercito celeste”. Schiere disarmate e disarmanti che cantano gloria e pace. Il Papa riprende Francesco: “Con Lui fiorisce la gioia, con Lui la vita cambia, con Lui la speranza non delude”. E conclude: il Natale è festa della fede (Dio diventa uomo), della carità (il dono si avvera nella dedizione fraterna), della speranza (il bambino Gesù la accende in noi, facendoci messaggeri di pace).

Prima Messa di Natale da Pontefice. Prima di entrare, esce in piazza a ringraziare chi è rimasto fuori “anche con questo clima”. Poi non sceglie la retorica delle feste, ma la teologia dell’incarnazione. Non celebra un’idea, ma una storia d’amore che ci coinvolge. Non c’è spazio per Dio se non c’è spazio per l’uomo. Un Papa che nella notte santa parla di dignità calpestata e di economia distorta. Che ricorda: Dio non manda un’idea risolutiva, ma si fa bambino. Schiere disarmate che cantano pace in un mondo in guerra. Umiltà divina contro superbia umana. La luce nasce nella notte. E chiede: ci basterà questo amore per cambiare la nostra storia?