Leone, il filo del giorno ·

A Metz: “Bisogna guardarsi dall’illusione del riarmo”. E la guerra in Europa come “nuova inutile strage”

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Foto della puntata del 28 settembre 2026: A Metz: “Bisogna guardarsi dall’illusione del riarmo”. E la guerra in Europa come “nuova inutile strage”
Foto Vatican Media

Ultimo giorno in Francia. Da Lourdes a Metz, dove Robert Schuman visse e riposa. Incontro interreligioso, poi il discorso sull’Europa davanti a Macron, infine la Messa in cattedrale prima del rientro a Roma in serata.

All’incontro interreligioso, dopo la lettura dell’Appello di Metz, Leone XIV parte dalla città stessa, “di frontiere e di passaggi”. Il dialogo, dice, “non sminuisce la nostra identità, ma la esprime con semplicità e verità”. Poi il passaggio più netto: invocare il nome di Dio per legittimare la violenza “costituisce una profanazione di questo nome”. Il discorso religioso ha il compito di “disarmare i cuori e le parole”.

All’Auditorium, aperto da Macron sulle note dell’Inno alla gioia, il discorso più politico dei quattro giorni. Leone XIV ripercorre le radici europee da Benedetto a Crodegango, cita Schuman e De Gasperi, e arriva all’oggi. La guerra riapparsa in Europa è “una nuova inutile strage”, con l’espressione di Benedetto XV nel 1917. Serve dialogo paziente, coraggio nella negoziazione, disponibilità a sacrificare posizioni. Ma la ricerca della pace non va confusa con “un ingenuo irenismo”, e insieme occorre guardarsi “dall’illusione del riarmo”. La domanda che rivolge ai governi: stiamo facendo sforzi creativi per la pace, o soltanto arginando l’emorragia della guerra preparandoci alla prossima?

Sul diritto internazionale il giudizio è severo. “Le relazioni umane e tra gli Stati si fanno sempre più barbare. Il valore della parola data è disprezzato, ci si vanta piuttosto della menzogna e dell’inganno.” Il multilateralismo resta “il miglior antidoto alla volontà di dominio”. Ai giovani europei una serie di imperativi: non sottomettersi alla logica della violenza, non avere paura di formare una famiglia, di difendere ogni vita “dal primo istante fino all’ultimo respiro”, di impegnarsi in politica.

Il filo del giorno sta nei piccoli passi. Come Schuman, Leone XIV diffida di chi pretende “tutto, subito”, e ricorda che l’Europa si è costruita così, un passo alla volta.